giovedì, 15 maggio 2008   

APPELLO SUL CASO TRAVAGLIO-SCHIFANI



Io non ci sto.

Nei paesi democratici il ruolo dei giornalisti è proprio quello di osservare, verificare e poi raccontare. Si chiama "diritto di cronaca". E' uno dei diritti fondamentali su cui si fonda la democrazia. Si racconta se il politico tradisce la moglie, se in gioventù si faceva qualche spinello, se è stato in un centro di riabilitazione per etilisti, se ha truccato le carte per non andare in guerra. Per alcuni elettori queste informazioni sono importanti. C'è chi non ama essere rappresentato da un donnaiolo, e chi non vuole essere rappresentato da un pavido. È un loro diritto: ognuno deve poter scegliere da chi farsi rappresentare in base ai propri valori e  avendone tutte le informazioni necessarie.
Ai politici, in tutto il mondo libero, questo non piace, ma accettano. Sono le regole del gioco democratico, le uniche inventate finora, di meglio per ora non abbiamo. E queste regole hanno costretto alla dimissione presidenti degli Stati Uniti e ministri di vari governi.
Tocca al giudice appurare se il giornalista dice il falso.
Ora la domanda di attualità è: il giornalista Marco Travaglio ha raccontato un fatto vero che riguarda Renato Schifani o un fatto falso?
Schifani & Co, l'opposizione & Co e anche gli organismi "DI CONTROLLO" della Rai possono indignarsi quanto vogliono, ma l'unico strumento democratico che ha Schifani è ricorrere al giudice, incaricato in democrazia di valutare se Travaglio ha detto il vero o il falso.
Tutte le altre prese di posizione mirano solo a limitare la democrazia e la libertà di critica della stampa.


Firma anche tu. Invia una mail con nome, cognome, professione e città a:
amelia.beltramini@gmail.com
oppure

enzomarzo@gmail.com
PARERI, COMMENTI E ANCHE DOCUMENTAZIONE SUL PASSATO DI RENATO SCHIFANI E' PRESENTE NELLA NOSTRA RUBRICA FORUM

www.senzabavaglio.info 


www.criticaliberale.it



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  domenica, 11 maggio 2008   

Se il presidente del Senato è in odor di mafia...


Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l'opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato.
 Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.

Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.
Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.
Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.

Riporto la "carta d'identità" tratta da "Se li conosci li eviti", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio, dell'attuale Presidente del Senato.
Schifani Renato Giuseppe (FI)

Anagrafe: Nato a Palermo l'11 maggio 1950.

Curriculum: Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).

Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell'Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le "cinque alte cariche dello Stato" (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L'ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani "il principe del Foro del recupero crediti", anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell'imprenditore Benny D'Agostino condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta:

il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonio Mandalà con La Loggia. L'operazione avrebbe previsto l'assegnazione dell'incarico ad un loro progettista di fiducia, l'ingegner Guzzardo, e l'incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino che per un paio d'anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate.

Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.

fonte: http://www.antoniodipietro.it/


Basta! Parlamento pulito

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  venerdì, 09 maggio 2008   

Alla faccia del rispetto internazionale alla nostra PATRIA-NAZIONE è ricominciata la danza delle prese per il culo che il governo di mr. b. ci farà piovere addosso.
Ecco come il tedesco BILD saluta la nuova Ministra della Famiglia!
:)
Da schiantare! E andiamo!



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  giovedì, 08 maggio 2008   

CALENDA MAYA

Forza e coraggio per arrivare a Maggio
, recitava una filastrocca.
A Maggio ci siamo, e nel culo ce lo teniamo, chioso io.
Ma le prime giornate di vero sole e di vero cielo sereno non possono non portare buoni auspici e far sentire finalmente sollevati, cane di giuda impestato!
Maggio, il mese dedicato alla BVM*, il mese in cui rispuntano fuori le FAG**, è l'entrata ufficiale nella primavera. I fiori fioriscono, come nella loro natura, i volani volano, anche questo nella loro natura, e i cachi cacano (ibidem).
Sto aspettando le risposte a un'intervista di due fumettisti che se la tirano e non mi mandano i pezzi LLMM***, sto finendo di leggere il libro di un mio amico che ha fatto il botto ed è passato a Guanda, mentre il mio pseudo-editore, dopo il primo entusiasmo, ancora non mi ha risposto sulla raccolta di poesie che gli ho mandato. In compenso dal mese prossimo comincerò a pubblicare su una rivista locale di nome "BLOG" (quando si dice il destino...) una sorta di mini-raccontini a puntate con un personaggio ricorrente che ho deciso di nomare BIRILLO. A me suona oltremodo simpatico, a voi? Ma che me ne frega di voi, BBP****!
Ora la faccio finita con questo post, anche postillo dicendo che c'è chi dice che aggiorno poco il blog, che metto foto assurde nei post e che mi lavo poco nonostante gli afrori del primo caldo. Ecco, a tutti voi dico:
1° FATTI CAZZI TOI!
2° 'NDO CULU!
3° Voglio essere sudicio e felice come un gatto di campagna, quindi è così.



* Beata Vergine Maria
** Fottute Allergie Graminacee
*** Le Loro Mamme Maiale
**** Brutti Bastardi Pidocchiosi



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  venerdì, 25 aprile 2008   



Quando s'andiede sulle montagne s'eramo in pochi all'inizio a combattere; quando ci rastrellonno fu un macello.

di  Andrea Bagni (insegnante fiorentino)

Di nuovo il 25 aprile, quello della lotta di liberazione, rara memoria decente d'Italia. Per alcuni di noi adulti di oggi, di nuovo la tentazione di tornare in piazza, magari sotto la pioggia, come nel '94. E la sensazione però che non si può fare proprio uguale uguale; che le cose se si ripetono sono ripetizioni e rischiano di lasciarti dentro un di più di amarezza.

A parlare del 25 aprile sono venuti nella mia scuola due vecchi partigiani. Quando s'andiede sulle montagne s'eramo in pochi all'inizio a combattere; quando ci rastrellonno fu un macello. Parlano così dalle mie parti i vecchi. Come mio nonno e mio padre. Mentre raccontano si commuovono, ricordano i compagni perduti, prima il cognome poi il nome, perché sentono la sede ufficiale forse; cantano pezzi delle loro canzoni. Dicono sempre che sono felici di avere tanti giovani davanti: li abbracciano con gli occhi, come li accarezzassero, come vedessero tutto inseme il nuovo mondo. E non gli fosse proprio possibile smettere di avere speranza. Si capisce che sono anni che quello è il compito della loro vita: lasciare una memoria, trasmettere il testimone. Guardano indietro ormai, a quello che è stato il loro tempo, il senso della loro esistenza – che un senso l'ha avuto. Mi ricordano i miei genitori che mi hanno chiesto un mare di libri (loro che non leggevano mai) sui campi di sterminio, su Sant'Anna di Stazzema, sulla seconda guerra mondiale. A una certa età ci si volta indietro, avanti forse c'è poco da guardare.

Ma l'altro giorno a scuola sembrava tutto più amaro. All'indomani delle elezioni, certo, ma forse non solo per questo. Non per il passare del tempo ma per il passare del futuro. Non è che le ragazze e i ragazzi non ascoltassero, anzi. Chi racconta, racconta non spiega, è tutt'altro che un professore, il suo discorso è lontanissimo dai manuali di storia. E appassiona. Tanto che anche qualcuno dei giovani si commuove. Ma non ho chiaro dove la collocano quella storia nella loro mente, come la archiviano nella memoria. Partecipano intensamente ma ho paura che ascoltino come il bambino di Guccini di fronte al vecchio: mi piaccion le fiabe raccontane altre... Sanno ovviamente che è tutta storia vera, vissuta e autentica, ma temo appartenga per loro a un mondo mitico, pieno di fascino ma lontano – anzi a un altro tempo e a un altro spazio: quando le montagne erano verdi e ci si andiede per liberare l'Italia e s'aveva solo le rivoltelle neanche i fucili. Poi si leggono alcuni brani delle Lettere dei condannati a morte della Resistenza, e il salto del tempo - del futuro - è ancora più evidente. Straziante, quasi. Ragazzi di diciassette anni che scrivono alle mamme che muoiono felici perché lo fanno per un'idea, hanno combattuto per una causa giusta: il comunismo, la libertà, la fratellanza. Il futuro. La nostra Italia mamma vedrai sarà diversa; ricordami ai fratelli e alle sorelle e non siate tristi pensando a me, io muoio felice. Giustizia, fratellanza, comunismo: che cosa significheranno per i giovani d'oggi non è mica facile dire. Il materiale si è separato dall'immaginario. La propria vita, i problemi e le sofferenze, da un ordine simbolico che le poteva spiegare e collocare in un quadro di liberazione. Dal quale derivavano senso, relazioni e politica. Potevi portare tutta la tua storia e narrarla dentro un pensiero e una pratica collettiva. Crescere oggi, invece, mi pare un bel casino. Anni fa una ragazza a proposito di Berlusconi ha scritto, fa i suoi interessi al potere, è vero, ma pensiamoci: chi di noi potendo non farebbe altrettanto, chi non sfrutterebbe la possibilità. Una brava ragazza di diciott'anni. Normale. Ci penso quando riascolto ogni tanto le canzoni di lotta del De Martino di Ivan della Mea: un bel po' di elogio della violenza anche, l'idea che si è parte di un esercito in guerra, contro l'ingiustizia – ma quanta passione ed entusiasmo, quanta speranza nella vittoria. Anzi più che speranza, certezza incrollabile. Magari non mi ritrovo moltissimo, però penso che sono cresciuto con questa idea, che il futuro era nelle nostre mani. Che potevamo cambiare il mondo. Dalle ragazze e dai ragazzi di oggi, mi accorgo ogni tanto che arriva quasi un messaggio di nostalgia e di invidia. Anche del 68. In quegli anni, profe, facevate davvero un sacco di cose, eravate importanti, vi ascoltavano.

Da dove ripartire oggi? Tornare alla società, si dice. Fare inchiesta. Ma dopo aver ascoltato cosa possiamo dire agli operai della Lega – vi occupate solo di froci e zingari, perché dovremmo votarvi – che non sia solo predica dei nostri valori, che li faccia vivere come principi concretamente nella vita concreta? Forse tocca ripartire da questo “grado zero” della storia. Dal mutuo soccorso, orizzontale, capace di piccole liberazioni in spazi ravvicinati ma non di nicchia, su cui ricostruire rappresentanza e tutto il resto. In fondo le donne partigiane che hanno raccontato la “resistenza taciuta” hanno parlato di rapporti di gruppo intensi, di cura dei corpi e dei morti, cioè del tessuto simbolico che fa una comunità. Di relazioni nuove che dovevano prefigurare un'altra Italia: quella Patria libera e giusta scritta proprio con la maiuscola, per amore e immaginazione. Per la rappresentanza e una nuova storia, radicalmente democratica, penso ci vorrà tempo – e molta immaginazione. Proprio fantasia. Non avremo la certezza della vittoria nel sole dell'avvenire, ma forse può avere senso anche solo la ricerca di altro nel presente. Aperto, per quanto difficile. E intanto fare società potrebbe spostare qualcosa, ottenere risultati concreti nella vita d'intorno, dove imperversano rastrellamenti che delle montagne verdi fanno un deserto di solitudine in cui cresce di tutto.

Chiaro che i due partigiani saprebbero subito come rispondere. Infuria la bufera, scarpe rotte eppur bisogna andar. Per loro noi che le scarpe ce l'abbiamo, anche di lusso, non abbiamo scuse. Va a spiegarglielo che sono le nostre teste incasinate a non sapere bene dove andare.



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  martedì, 22 aprile 2008   

Questi che
di Giampaolo Simi

Questi che l'Italia è il paese che amo, e siccome sono un romantico che
non mescola affetti e interessi, i soldi li tengo in Svizzera.

Questi che per governare un popolo di furbi come gli italiani ci vuole il più
furbo di tutti.

Questi che non vi immaginereste mai per chi voto, e poi il voto è segreto.

Questi che hanno votato DC per non far governare i comunisti e, ora che i  comunisti non ci sono più, ne sentono così tanto la mancanza che continuano a votare uno che li difende dai comunisti.

Questi che hanno votato DC e non hanno mai fatto governare i comunisti,
e che ora votano Pdl perché il malgoverno dei comunisti ha rovinato
l'Italia.

Questi che se direi tutto quello che sapessi sui partigiani...

Questi che la sinistra aumenta sempre le tasse ma se tanto la fattura non le
serve, signora, le faccio uno sconto di cento euro.

Questi che io non lo pago il passo carrabile, ma davanti al mio cancello
non ci parcheggia nessuno lo stesso, scommettiamo?

Questi che io lo pago il passo carrabile e quindi sul marciapiede davanti al
mio cancello se voglio ci metto anche il ponte levatoio, io, e due dissuasori
in ghisa con la testa di leone, che li fa la fabbrica di mio cugino e secondo
com'è me li faccio anche rimborsare dal comune come arredo urbano, che
il sindaco era a scuola con me.

Questi che i politici sperperano i soldi dei cittadini per le loro clientele
(meno il mio amico sindaco).

Questi che al seggio non hanno fatto passare avanti una signora
novantenne quasi cieca perché si chiama Rita Levi Montalcini e ha
sostenuto il governo Prodi.

Questi che a diventare famoso perché uno è bravo sanno fare tutti, il
difficile è non sapere fare un cazzo di niente e farsi pagare per stare tutti i
giorni in televisione.

Questi che nel mio navigatore satellitare io ci posso settare anche la voce di
Moana, Bombolo o Padre Pio, senti là che roba, bestiale.

Questi che io sono credente, praticante quando posso (Pasqua e Natale,
ndr), però ho un rapporto tutto mio, molto profondo, con la religione che
secondo me deve essere un fatto personale e quindi non capisco proprio
che noia dia ai comunisti e agli islamici il crocifisso nelle scuole.

Questi che Ratzinger è un teologo raffinatissimo ma sinceramente Papa
Woityla era un'altra cosa, nel senso che, come dire, era meno tedesco.

Questi che io sono per la difesa della vita, ma le donne in carriera che si
svegliano e vogliono un figlio a quarant'anni, che vadano pure a inseminarsi
in Spagna, tanto i soldi ce l'hanno.

Questi che io sono per la famiglia tradizionale a ogni costo, anche a quello
di mantenere una moglie e una ganza.

Questi che io non sono razzista, lo so che perfino fra i marocchini ci
possono essere delle persone per bene.

Questi che io non ce l'ho con i gay, basta che non lo diano troppo a
vedere.

Questi che la mafia non esiste.

Questi che la mafia tanto esisterà sempre. Tanto vale non far governare i
comunisti.

Tutti questi, nell'anno 2008, sono la maggioranza degli elettori votanti
italiani.

Amen.


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  lunedì, 21 aprile 2008   

 E' prerogativa di pochi grandi riuscire a fare cover al pari o migliori degli originali. Uno dei pochi capaci è stato John Lennon, basti pensare alla sua "Stand by me" che surclassa l'originale di Ben E. King, oppure "Roll over Beethoven" che straccia l'originale di Chuck Berry, o "Long tall Sally", und so weiter. Ecco, i Foo Fighters del grandissimo Dave Grohl sono riusciti a fare qualcosa del genere con la "Baker street" di Gerry Rafferty. L'assolo di sax sostituito dalla chitarra distorta è superiore, come tutta la canzone. Che poi uno dice... se la buon'anima di Kurt non si sfucilava in bocca, magari i Nirvana erano ancora in piedi, avrebbero fatto altri 10 dischi, e il povero Dave, costretto e limitato dietro le pelli, non avrebbe potuto dare sfogo al suo talento. Perchè negli album dei Foo Fighters, praticamente in tutti, c'è del talento: nella sua voce roca e dolce, nella sua chitarra che non fa rimpiangere la (mediocre) batteria dei Nirvana, e nel nuovo batterista che è una vera furia di tecnica e fantasia.

Detto questo, siccome che se mi pubblicano il libro di poesie io mica posso mettermi a fare un altro sito www.nomeraccoltapoetica.4000.it , e poi? metti mi pubblicano un romanzo che faccio? www.nomeromanzo.4000.it ? No, non si può, troppa confusione ingenererei negli sprovveduti navigatori che già così non hanno voglia di aprire il portafoglio, figuarsi se li confondi pure.
Allora mi sono deciso che se la cosa va in porto mi farò un nuovo sito (a cui già sto lavorando) con un dominio serio: www.nomeecognome.it investendo 40 sacchi annui nell'impresa.
così quelli di 4000.it se lo prendono nel baugigi visto che hanno pure allargato in modo arrogante la barra pubblicitaria in basso, le loro mamme maiale!

Per concludere, domani finisco di lavorare. Avrei dovuto finire a fine mese, ma oggi mi hanno dato notizia che ho maturato 6 giorni di ferie, e quindi è bene le faccia sennò vanno in cavalleria. Non mi par vero, anche perchè, come diceva Lucignolo, alla fin fine "il lavoro nobilia l'uomo e lo rende simile alla bestia".

Anzi no, concludo con il conato di vomito che mi viene a vedere la feccia che comporrà la squadra di governo...  ahi serva italia di dolore ostello...

Orevuà.

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  sabato, 19 aprile 2008   

Forse mi pubblicano un libro di poesie... forse...
pensate a quante menate vi dovrete sorbire se la cosa va in porto :))

Cmq si accettano già prenotazioni, che tanto non arriveranno, spilorci taccagni e sanguisughe che non siete altro!



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  martedì, 08 aprile 2008   

Battere Berlusconi
di Nicola Quatrano

L’argomento è penoso perché tutti sappiamo che vincerà, ma l’idea di ritrovarci Berlusconi come presidente del consiglio è davvero difficile da digerire. Io penso che sia importante fare tutto il possibile per evitarlo e credo che per questo motivo sia importante votare per la Sinistra Arcobaleno, soprattutto al Senato.
 
Se avrai la pazienza di leggere le poche righe che seguono, cercherò di spiegare il mio punto di vista.
 
1° motivo
L’obiettivo politico di Veltroni non è quello di battere Berlusconi. Se questo fosse stato, ci avrebbe pensato 1000 volte prima di distruggere l’Unione. Per quanto disastrata e per molti versi improponibile, l’alleanza di tutte le forze di centro sinistra rimane l’unico strumento capace di raggiungere un risultato elettorale significativo o, quanto meno, di preparare una opposizione forte al governo della destra.
L’obiettivo politico di Walter Veltroni è, in realtà, solo quello di  accordarsi con Berlusconi per fare le riforme istituzionali. Per modificare la Costituzione e per trasformare l’Italia in una specie di America dove ci sia posto solo per due partiti. Un obiettivo non utile all’Italia, ma solo al nuovo partito democratico, che sogna di monopolizzare il mercato politico del centro sinistra. Pur di raggiungere questo risultato, Veltroni ha frantumato le alleanze, depresso gli umori dell’elettorato di sinistra, oggi rassegnato ad una sconfitta inevitabile, non ha esitato a consegnare l’Italia alla vittoria della destra.
 
2° motivo
Il sistema elettorale prevede, al Senato, uno sbarramento dell’8%. Questo significa che i partiti che non raggiungeranno questo risultato vedranno i loro voti distribuiti tra gli altri partiti che hanno invece superato la soglia.
Se la Sinistra Arcobaleno non superasse lo sbarramento dell’8%, parte dei suoi voti andrebbe a rimpinguare il paniere di seggi di Berlusconi. Se lo superasse, tutti i suoi voti sottrarrebbero seggi a Berlusconi. Mi sembra un ottimo motivo per votare, soprattutto al Senato, la Sinistra Arcobaleno. Contribuire al raggiungimento della soglia dell’8% è un modo di impedire che anche un solo voto contro Berlusconi vada perduto.
 
3° motivo
Veltroni assomiglia a Berlusconi. L’Italia che vuole costruire somiglia a quella che piace a Berlusconi. Niente questioni, niente conflitto: solo un monarca (buono?) che pensa a tutto e che risolve tutto.
E’ l’Italia della televisione, delle semplificazioni, della manipolazione della realtà a profitto del più forte. La differenza tra Veltroni e Berlusconi è quella che corre tra RAI e Mediaset: la prima è un poco meno indecente della seconda, ma questo è tutto!
Il primo atto politico di Veltroni leader del PD è stata la richiesta di un raid distruttivo della polizia contro un’incolpevole comunità romena, come rappresaglia militare per la barbara uccisione di Giovanna Reggiani. Poi ha scoperto che il conflitto di interessi tra datori di lavoro e lavoratori è finito. Racconta che l’impresa dà da mangiare sia al padrone che ai suoi operai, quindi stanno tutti nella stessa barca e bisogna che remino insieme.
Però uno comanda e gli altri muovono i remi (e questa è già una prima – non irrilevante – differenza) e la torta continua ad essere unica, così l’aumento dei salari comporta la contrazione del profitto e viceversa. E la flessibilità del lavoro significa sacrificio per il dipendente e opportunità invece per l’azienda, come l’aumento dei ritmi, che significa rischio di incidente mortale per chi lavora e maggiore competitività dal punto di vista di chi dirige.
Il PD ha candidato insieme un operaio della Thyssen e il presidente della Federmeccanica Massimo Caleano, ma sarà quest’ultimo a diventare ministro, non il primo.
E, tra parentesi, con un programmino davvero appetibile: secondo Calearo, infatti, Guardia di Finanza e ispettori del lavoro devono fare come in Slovacchia, dove le ispezioni alla sua fabbrica sono precedute da una cortese telefonata di preavviso.
 
A me sembrano motivi sufficienti per votare l’unica sinistra che rimane, per quanto disastrata e poco appetibile.
La sinistra, a differenza di Veltroni, è quella parte politica che pensa che il mondo, cosi come è, sia ingiusto e debba essere cambiato.
Spero che anche tu voglia rifletterci prima del 13 e 14 aprile


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  domenica, 06 aprile 2008   

Ad una settimana dalle elezioni ancora non sapete per chi votare?
Siete indecisi e la cosa vi fa stare male?
Allora non vi resta che fare questo semplice test per scoprire quale dei partiti in lizza vi rappresenta di più. Basta rispondere a poche domande sulle principali questioni affrontate dai programmi e guardare i risultati. Ottima cosa direi.


Vi segnalo inoltre questo interessantissimo articolo sul cosiddetto "voto utile" e vi ricordo che è sempre possibile iscriversi alla newsletter gratuita e poco invasiva di SOLARIA NEWS.

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  venerdì, 04 aprile 2008   

La  nuova stagione

Esplode sui cigli
il giallo dei tarassachi

mentre il fiore
umile e onesto
della pianta di pisello
biancheggia nei filari.

La primavera si presenta
con il malizioso vestitino
dell'adolescente.


Erano già alcuni giorni che viaggiando in macchina notavo il giallo dei tarassachi (o
tarassaci? mah... ossia i comuni piscialletti che quando sfioriscono diventano i noti
soffioni) sui cigli o nelle rotonde aggiardinate e la cosa mi colpiva oltremodo. Poi
stamattina, mentre ero sulla tazza del cesso, dalla finestra del bagno ho notato la fila di
piante di pisello in fiore nel campo dirimpetto, proprio sopra il pozzo. Ecco che allora i
versi si sono messi in fila e ho visualizzato l'immagine della primavera che si veste di
fiori leggiadri come la giovane fanciulla si mette gli svolazzini leggeri per attirare le
occhiate dei ragazzi.
Non nego l'influenza sbarbariana in questa sensibilità botanica.



Fiore di pisello.
Cliccaci per ingrandirlo.

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  mercoledì, 02 aprile 2008   

Segnalo questa interessante iniziativa editoriale, con un po' di ritardo, chiedo venia, ma non posso seguire tutto io, epperdindirindina!
Si tratta di libretti agili e corroboranti per la riscoperta di un grande scrittore del '900, spesso ignorato e sminuito, LUCIANO BIANCIARDI.
Il suo nome è legato principalmente al libro "La vita agra", da cui venne tratto anche un film con Ugo Tognazzi (un po' pacco il film, invero) e "La battaglia soda", ma lo scrittore maremmano ci ha lasciato anche molti scritti minori, articoli, piccoli saggi che oggi si cerca di dissotterrare.
L'iniziativo di cui parlavo è quella dei BIANCIARDINI , libretti dal costo simbolico di un centesimo che ripropongono appunto i suoi scritti più brevi. Per tutte le informazioni vi segnalo il link apposito

http://www.riaprireilfuoco.org/Bianciardini/firstpage.htm

nonchè il blog di riferimento

http://www.riaprireilfuoco.org

Buone letture.


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  domenica, 30 marzo 2008   

 Ma quanto saranno omologabili e influenzabili i gusti delle fie (che per sineddoche si intende "le donne") in fatto di automobili (che, se non lo sapete, è un termine che ha coniato D'Annunzio)?
Quando c'era la prima Y10 (quella con la bauliera tagliata a colpi d'ascia) tutte a comprare quella. Penso di non aver mai visto una Y10 guidata da un uomo.
Ora c'è la Mini e la Nuova 500 tutte guidate da queste fichettine diciottenni imbellettate come mignotte (scusate, ma oggi sono misogino e mi va così).
Che poi, guarda caso, sono tutte automobili che abbinano una linea antiestetica abbestia (perchè, diciamocelo, fanno tutte e 3 parecchio cagare!) con un costo esorbitante e nettamente al di sopra del loro valore.
Ora, è vero che ognuno i soldi se li spende come gli pare, c'è chi finanzia berlusconi alle elezioni (come se non avesse già abbastanza soldi per comprarsi tutta l'italia, il maiale), vuoi che io non mi possa comprare la 500? Certo, avoglia, fai pure... però poi non pretendere di non finire su Solaria, il fustiga-blog!

 Cambiando argomento, decisamente più alto, come sempre Mister Prandelli si dimostra grande uomo, oltre che grande allenatore. Oltre a presenziare domani alla lettura degli articoli della Costituzione a Palazzo Vecchio, è stato l'unico sportivo a dire che quello che sta succendendo in TIBET è gravissimo e che sarebbe buon senso per gli sportivi boicottare le olimpiadi.
Ci vorrebbe poco per dare un segnale forte. Invece tutti a leccare il culo.

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  domenica, 23 marzo 2008   

Quest'anno si sta verificando uno strano fenomeno, mai registrato prima d'ora.
Ossia che fra meno di un mese si andrà a votare e questa campagna elettorale non mi sta prendendo per niente.
Sia chiaro: andrò a votare, ho le idee chiare su chi votare e la possibilità che il nano-incerato possa tornare al governo mi disgusta non poco, però....
diciamo che non sento quel pathos che di solito sentivo... forse perchè l'unica altra reale possibilità è che vinca il gigiotto Veltroni. La cosa mi farebbe piacere come smacco per il nano-corrotto, ma alla fin fine le idee e la politica del PD mica mi piacciono... quindi alla fine c'è questo senso di "tanto, comunque vada, lo prenderemo nel culo". Che non è qualunquismo, lungi da me, è più un sentimento di tristezza, di ineluttabile destino.

Anyway... vi consiglio di leggervi attentamente QUESTO ARTICOLO che spiega come funziona la legge porcata che il nano-sorridente ci ha confezionato due anni fa... e che comporta esiti paradossali.
Per esempio: vuoi votare Bertinotti? Prima chiediti se la Sinistra Arcobaleno nella tua regione supererà l'8% (il quorum del Senato): se sì, allora votalo, altrimenti potresti favorire Berlusconi!
Leggetevi anche il programma della SA, se vi va...

Per il resto, dalla regia mi comunicano che oggi è Pasqua, quindi buone feste e buona cioccolata (per gli atei, gli agnostici, e gli apolidi).

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  venerdì, 21 marzo 2008   


BOICOTTA!

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  sabato, 15 marzo 2008   

Coagulazione

Lampioni arancioni
si rincorrono
lungo la provinciale.

Una sigaretta brucia
dopo aver fatto l'amore.

Forse la vita
è tutta qui.






















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Come quelli che hanno il mouse laser e usano ancora il tappetino o mouse-pad...

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  martedì, 11 marzo 2008   

Grazie Liverpool per aver umiliato la squadra più boriosa d'italia!
Senza nemmeno l'orgoglio di cercare il gol della bandiera, si sono fatti fare melina per 20 minuti!!!!
Col suo insopportabile allenatore incapace
e il suo presidente miliardario del cazzo che si permette di dare 11 MILIONI di euro l'anno a un giocatore che nella partita della vita sbaglia due gol sotto porta.
Un'offesa per tutti quelli che se arrivano a prendere 15 mila euro l'anno è tanto.

E poi, last but not least, visto come diventa difficile vincere quando gli arbitri fanno il loro dovere e non danno rigorini inventanti?
Dirò di più: non sopporto il milan e il suo padrone, ma tanto di cappello alle sue 7 coppe dei campioni.

Ibra, mancio, cruz, suazo, jimenez, vieira, burdisso, chivu, cambiasso, julio cesar...  A casa.

E zitti!





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  venerdì, 07 marzo 2008   

Dal primo del mese di questo mese ho iniziato a lavorare (sì sì, avete capito bene, lavorare) in un'amministrazione pubblica, un ente locale, diciamo pure in Comune.
Solo due mesi, ovvio, per sbrigare le urgenti pratiche e scartoffie elettorali.
Per ora non è malaccio. Certamente meglio di stare in classe a domare 20 animali inselvatichiti, o spiegare i meccanismi dell'irpef alle casalinghe, o spalare merda nelle stalle del nord-est, o stare sui tetti, o asfaltare le strade o conciare le pelli.

Per il resto meglio stare zitti, budello infame...

E' sempre attivo il sondaggio elettorale pochi post sotto, votate e fate votare.

Sto ascoltando Radio 3 e Rete Toscana Classica, ve ne fotte qualche cosa? Io dico di no. Ma perchè c'è qualcosa di cui ve ne fotte? Io dico di no. E allora fottetevi.




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  domenica, 02 marzo 2008   

GAUDIUM MAGNUM!
ABEMUS PAPA...
WAIGO!!!


Dopo 20 anni è tornata la vittoria a Torino contro la Rubentus!! E al 93° poi!! TROPPO BELLO!
E senza Mutu e Liverani, il che vuol dire che siamo davvero una grande squadra!
Una partita dominata in cui abbiamo messo sotto gli strisciati, e ci siamo regalati tre gol capolavoro: Gobbi, Papa Waigo e Osvaldo (su assist del Papa).
+ 4 sul milan
- 1 dalla juve
Battere la Juve
A Torino
In rimonta dal 2-1 al 2-3
Al 93° !!!

CHE GODURIA!!!

Ascolta la radiocronaca dei gol della partita cliccando QUI




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  venerdì, 29 febbraio 2008   

Uno scrittore, per essere tale, dovrebbe scrivere.

E' lapalissiano.

C'è chi dice che la vena nasce dal dolore, dal malessere, dalla spazzatura che uno ha dentro e che butta fuori sotto forma di parole (vedi "Donne donne" di Marco Vichi).
Per me è tutto il contrario.
Per scrivere devo stare bene, essere sereno, avere un minimo di tranquillità.
Perchè la scrittura è un piacere, se non è un piacere che piacere è?



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  giovedì, 28 febbraio 2008   

Sarò franco (non Semioli), non ho avuto molte donne in vita mia, ma quelle poche m'hanno fatto disperare.
Accidenti alla maremma impantanata dai cinghiali! (come diceva un mio amico, quando ancora avevo amici).

E poi dice l'omo si rovina...

Se suonare la tromba equivalesse a trombare diventerei un emulo di Charlie Parker. Ma la cosa peggiore è la differenza che corre tra la tromba e il piano. Non la sapete? Ve la dico io: la differenza è che la tromba si può suonare piano ma il piano non si può suonare tromba! Non c'è giustizia nemmeno fra gli strumenti musicali...




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  domenica, 17 febbraio 2008   

Le elezioni si avvicinano e gli schieramenti, con i rispettivi leader sono ormai quasi definitivi. Ecco quindi la domanda fatidica e topica: per chi voterai?



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  venerdì, 15 febbraio 2008   

prima sottolineavo con il lapis (alias la matita grigia), ora con le matite colorate, blu scuro o blu.
chissà, forse un giorno sottolineerò con l'aerografo... tutto questo mentre leggo i libri ovviamente.

ho aperto uno shop su prezzi shock, se volete accattarvi libri, fumetti e altre cose oltremodo interessanti visitatelo. Lo travate QUA


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  martedì, 29 gennaio 2008   

LA GITA SU ROMA
di Beppe Grillo

Lo psiconano minaccia la marcia su Roma se non si vota subito con la legge porcata che fece approvare in tutta fretta nel 2006. La legge mantenuta in vita allegramente per due anni dal centro sinistra TOGLIE al cittadino il voto di preferenza. Vuol dire, ad esempio, che Cuffaro e Cirino Pomicino possono essere eletti senatori da Casini e da Berlusconi e i cittadini possono solo stare a guardare.
Testa d’asfalto non le manda a dire sul rinvio delle elezioni: "Milioni di italiani si riverserebbero a Roma per chiederle”. Bossi ha rincarato la dose: “Se non si va al voto facciamo la rivoluzione. Ci mancano un po' di armi, ma prima o poi quelle le troviamo”. Qualche simpatizzante gli ha inviato dei proiettili calibro 38, così si porta avanti con le munizioni. In un Paese normale queste persone sarebbero almeno agli arresti domiciliari.
Il probabile futuro capo del governo, del quale abbiamo perso il numero di prescrizioni, ha un paio di processi aperti. Uno per corruzione in atti giudiziari insieme all'avvocato David Mills che dovrebbe concludersi ad aprile. Straordinaria coincidenza con le elezioni anticipate. E per il quale rischia sei anni di carcere. Un altro per presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset. In nessuna democrazia del mondo una persona potrebbe candidarsi premier con due processi a carico. Pensate a Obama o a Hilary accusati di corruzione. Ho il sospetto che l’Italia non sia più, da tempo, una democrazia, ma una dittatura morbida.
Alla marcia su Roma va data una risposta ferma e implacabile. Italiani!!!!!!!!!!
Tutti alla “Gita su Roma”. Se lo psiconano suonerà le sue trombe, noi suoneremo le nostre campane. In caso di marcia organizzerò una gita turistica di massa nella Città Eterna. Il percorso si snoderà attraverso le sedi di partito. Un’occasione irripetibile per vedere dal vivo i ruderi della politica. E fotografare i nostri dipendenti. Un evento da raccontare ai nipoti. Meglio della caduta del Muro di Berlino. Italiani!!!!!!!!!

fonte: www.beppegrillo.it

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  domenica, 27 gennaio 2008   

IL GIORNO DELLA MEMORIA, UN INVITO A TUTTI A RICORDARE "CHE QUESTO E' STATO"



Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno

Meditate che questo è stato.
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.


Primo Levi
da "Se questo è un uomo"

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  martedì, 15 gennaio 2008   

Di seguito un appello dovuto all'iniziativa di Massimo De Santi e preparato da Roberto Passini. Fra i primi firmatari spicca la costituente Teresa Mattei ed il prof. Michelangelo Bovero.
Chi desidera sottoscriverlo può inviare un messaggio di adesione a
info@firenzeperlacostituzione.it

 
APPELLO contro l'ennesima provocazione plebiscitario-presidenzialista

RIAFFERMIAMO LE RAGIONI DELLA DIFESA ATTIVA
DELLA NOSTRA COSTITUZIONE
NEL 60° DALLA SUA ENTRATA IN VIGORE
 
Il degrado politico e culturale che imperversa da tempo nel nostro Paese sta assumendo toni sempre più allarmanti. Le forze politiche dell'Unione, dopo aver assunto con il programma elettorale l'impegno di mettere in sicurezza la Costituzione modificando l'art.138, fanno a gara nel proporre modifiche col pericoloso pretesto della modernizzazione del sistema politico.
L'ultimo esempio è la recente intervista rilasciata dall'On.le Dario Franceschini al quotidiano la Repubblica in data 2 gennaio 2008. Il vicesegretario del Partito Democratico riprende ed esplicita quanto già da tempo annunciato dal suo segretario On.le Walter Veltroni: la necessità di un "salto culturale" nella politica e nella cultura costituzionale, da parte delle forze democratiche, finalizzato alla realizzazione, anche nel nostro paese, di un modello presidenziale o di premierato forte.

A nostro parere siamo di fronte a un vero e proprio "salto nel buio": una provocazione inaccettabile nel metodo e nel contenuto, nonchè gravemente insidiosa e pericolosa rispetto agli obiettivi di maggiore partecipazione democratica, sbandierati quale antidoto alla crisi della politica che, demagogicamente e assurdamente, con tale proposta si afferma di voler risolvere.
Questa opzione politica presidenzialista, plebiscitaria e populista deve essere fermamente respinta perché:

1
. viene inserita surrettiziamente, pochi mesi dopo il risultato elettorale dell'aprile 2006 all'interno di un legittimo e condivisibile disegno politico dell'Unione finalizzato alla riforma della legge elettorale. Manovra che disvela la vera posta in gioco perseguita da alcuni non marginali attori politici: il cambiamento con gradimento bipartisan della Costituzione, nonostante la formidabile conferma di popolo ottenuta dalla nostra Carta nel referendum costituzionale del 25-26 giugno 2006 con la vittoria del NO al progetto di modifica delle destre.

2. una tale verticistica opzione ci porterebbe fuori dal solco di una moderna democrazia costituzionale parlamentare, voluta con lungimiranza dai nostri Costituenti e come tale più adatta a dare compiuta rappresentanza alla pluralità delle posizioni politiche e sociali che caratterizzano la storia politica del nostro smemorato paese, proponendoci una soluzione istituzionale sbagliata, oggi oltretutto criticata proprio nei paesi, assunti a modello, in cui vige l'elezione diretta del presidente o del premier;

3. ci troviamo, purtroppo, di fronte all'ennesimo tentativo di sanzionare in un testo normativo la tendenziale trasformazione della democrazia parlamentare in una sorta di autocrazia elettiva.

Ciò premesso:
- riteniamo che questo disegno neoconservatore sovverta inequivocabilmente la qualità della nostra democrazia parlamentare, marginalizzi la sovranità popolare e come tale debba essere contrastato con fermezza;

- chiediamo pertanto a tutti i cittadini e alle cittadine, ai lavoratori, agli intellettuali, ai giovani, e a tutte quelle soggettività, individuali e collettive, politiche e sociali che con determinazione hanno operato nella non facile, lunga e per niente scontata campagna referendaria del 2005-2006, conclusasi con la splendida vittoria del NO allo stravolgimento della Costituzione voluto da Berlusconi-Bossi e Fini, di riappropriarsi della loro sovranità e dire ancora una volta un secco NO, preventivamente e ad alta voce, al paventato pastrocchio presidenzialista-premierista che con probabilissimo accordo trasversale targato "P.D. Forza Italia e A.N." alcuni leader politici intendono somministraci senza aver ricevuto al riguardo alcun mandato elettorale.

Per questo, oltre ad opporci a tale sconsiderato disegno politico, riteniamo necessario e urgente riprendere nel paese, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, la mai conclusa battaglia, civile e politica, per la difesa e la piena attuazione della nostra Costituzione repubblicana e antifascista.
 
Se sapremo vincere anche quest'ultima battaglia potremo forse dire con le parole di Calamandrei che "La Resistenza ha resistito" e che la lotta di liberazione dal nazifascismo vive ancora nelle nostre
coscienze.

Primi firmatari:
Teresa Mattei
Antonia Baraldi Sani
Michelangelo Bovero
Massimo De Santi
Corrado Mauceri
Giovanna Pagani
Roberto Passini
Paolo Solimeno

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  sabato, 12 gennaio 2008   


Il Bukowski che tutti conoscono è lo scrittore maledetto, il puttaniere, l'alcolizzato, l'emarginato volontario. In questa poesia invece lui si mostra per quello che di più vero è, come se nel fondo del suo cuore, dietro la maschera di "dannato" conservasse una cristallina purezza.



Charles Bukowski – Uccellino blu

C’è un uccellino blu nel mio cuore
Che vuol venir fuori
Ma io sono un osso troppo duro per lui.
Gli dico, rimani lì, non permetterò a nessuno di vederti.

C’è un uccellino blu nel mio curore
Che vuol venir fuori
Ma io gli verso il whisky addosso
E respiro fumo di sigaretta
E le puttane
E i baristi
E i commessi di bottega
Non sanno
Che lui è
Lì dentro.

C’è un uccellino blu nel mio cuore
Che vuol venir fuori
Ma io sono un osso troppo duro per lui.
Io gli dico, sta giù, vuoi mettermi
Nei casini?
Vuoi rovinare i piani?
Vuoi far crollare le vendite dei miei libri in Europa?

C’è un uccellino blu nel mio cuore
Che vuol venir fuori
Ma io sono furbo
Lo faccio uscire solo qualche volta
Di notte
Quando tutti dormono.
Gli dico, io lo so che sei lì, quindi
Non essere triste.
Poi lo rimetto dentro
ma lui continua ancora un pò a cantare
anche laggiù, non l'ho lasciato morire
del tutto
e in quel modo
dormiamo insieme
con il nostro
patto segreto
ed è bello abbastanza
da far piangere
un uomo.
Ma io non piango,
e voi?


---------------------------

Charles Bukowski – Bluebird

there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I'm too tough for him,
I say, stay in there, I'm not going
to let anybody see
you.
there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I pur whiskey on him and inhale
cigarette smoke
and the whores and the bartenders
and the grocery clerks
never know that
he's
in there.

there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I'm too tough for him,
I say,
stay down, do you want to mess
me up?
you want to screw up the
works?
you want to blow my book sales in
Europe?
there's a bluebird in my heart that
wants to get out
but I'm too clever, I only let him out
at night sometimes
when everybody's asleep.
I say, I know that you're there,
so don't be
sad.
then I put him back,
but he's singing a little
in there, I haven't quite let him
die
and we sleep together like
that
with our
secret pact
and it's nice enough to
make a man
weep, but I don't
weep, do
you?

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  lunedì, 07 gennaio 2008   

E' finalmente uscito HARRY POTTA!
Su mà majala!
Al supermercato (come nelle librerie, alla posta, nelle edicole, forse anche dal macellaio) ci sono scaffali e scaffali pieni solo di quel libretto ridicolo che ha fuso il cervello a milioni di persone in tutto il mondo. Speriamo sia davvero l'ultimo capitolo. Una vera pandemia, un vero schifo...

A completare l'opera con ondate di tristezza multiple ci ha pensato il buon Dario Franceschini a cui evidentemente non bastava lo stipendio milionario di parlamentare e di vice-capo-supremo del PD. No, ora si è messo a scrivere anche lui libri, e non è che glieli pubblica la Fenicottero Editore, no, glieli pubblica Bompiani! Finchè spara cazzate sulla riforma presidenzialista come fosse un Fini qualsiasi, uno si può anche indignare ma rientra cmq nel suo ruolo di cosiddetto politico. Ma non ti mettere a scrivere anche romanzi!
Sarà sicuramente un grandissimo talento letterario, ma come si fa a non pensare male?  Chissà per quali rigiri di leccaculismo avrà ottenuto il contratto per Bompiani.
Ripeto, uno schifo...

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Se te mi dici qualcosa che mi suona strano e io ti chiedo spiegazioni ti dico:
"Come mai?"
intendendo "perchè?, per quale motivo?".

Se invece te mi dici che non fai mai una cosa che solitamente invece viene fatta spesso (tipo "non bevo mai la spuma al cedro"), io rimango stupito e ti dico:
"Come mai?"

Apparentemente dico e scrivo la solita cosa ma nel primo caso pronuncio COMEMMAI nel secondo COME MAI ben staccato.

La magia della lingua italiana (ma non solo) sta tutta in accenti, toni, spinte fonetiche, accelerazioni e contrazioni. Il segno in sé è ambiguo e mentitore, così come il significato è cangiante e mutevole come le donne rigolettiane di verdiana memoria.

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Solaria

...dove il mare si incontra col cielo...


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